Il pullbuoy può aiutare a correggere la tecnica: vi spieghiamo come!

Quanto è bello quando l’allenatore ti da un bel lungo nuotato a stile libero col pull? Grazie a questo magico strumento è possibile nuotare tenendo le gambe ferme e ci si può concentrare solo sulla bracciata: è un tipo di lavoro quasi meditativo e rilassante. Ma sarebbe riduttivo parlare del pull solo in relazione allo stile libero, e solo delle sue virtù rilassanti: infatti può essere un valido strumento per lavorare su tutti le nuotate.

Quando si prova per la prima volta a nuotare a delfino o a rana col pull buoy, è molto comune provare sensazioni di disagio per una nuotata scomoda e impacciata. Questo perché fondamentalmente si tratta di un modo di nuotare nuovo: ma non solo! Le sensazioni di disagio potrebbero essere anche un feedback che si riceve riguardo problematiche sulla nuotata, ed errori che si commettono generalmente e che possono essere corretti proprio grazie al pull buoy.

Vi mostriamo alcuni esempi di errori che potrete ricercare nuotando tutti gli stili col pull.

FARFALLA

Quando si prova a nuotare a farfalla col pull buoy è difficile resistere all’impulso di calciare. L’ideale sarebbe evitare di pensarci, lasciare che il compito di stabilizzare i fianchi venga lasciato al pull e concentrarsi esclusivamente sulla bracciata. Una bracciata eseguita male può determinare un’andatura “a canguro”: si spinge verso il basso, il corpo sale troppo e di conseguenza al termine del recupero aereo della bracciata si affonda troppo, si va su e giù.. La bracciata non deve spingere il corpo verso l’alto, ma deve lanciarlo prevalentemente in avanti. Se si ha la sensazione di andare su e giù, bisogna sempre pensare a dove si trovano i polpastrelli e i gomiti durante l’esecuzione della bracciata, e non trascurare la posizione della testa.

DORSO

Se quando si nuota a dorso ci si sente piatti o si ha la sensazione di affondare, ci sono buone probabilità che il rollio del corpo stia partendo dal colpo di gambe. Per abituarsi ad eseguire un rollio senza utilizzare le gambe è necessario pensare ai propri fianchi e utilizzare i muscoli del tronco per farli affondare in maniera alternata: infatti proprio usando la parte centrale del nostro corpo è possibile effettuare un rollio nel modo più efficace.
Stiano attenti quei pochi nuotatori che eseguono la fase subacquea della bracciata facendo passare la mano sotto il sedere: probabilmente il rollio della loro nuotata parte proprio dal movimento delle mani!
Consigliamo infine di nuotare col pull eventualmente con una fascia che blocchi le gambe a quelle persone che non riescono a mantenere le gambe ferme durante l’esecuzione. Questi consigli e queste abilità richiedono del tempo prima di essere appresi e svolti nella maniera migliore, ma aiutano davvero a ottenere il massimo da questa nuotata.

RANA

L’obiettivo di usare questo strumento nella nuotata a rana è quello di affinare solo la parte frontale della nuotata, quindi quando lo si fa è assolutamente indispensabile evitare di fare una gambata delfino. Con questo esercizio molte persone scoprono dove le mani stanno facendo pressione sull’acqua.
La cosa più comune che capita quando si fa questo esercizio, analogamente a quanto capita quando si nuota a farfalla col pull, è che il corpo si ritrovi a fare un continuo sali-scendi, a discapito della propulsione in avanti. Per risolvere la cosa è necessario concentrarsi sulla punta delle dita e sui gomiti: il movimento delle braccia sta spingendo verso il fondo della piscina o sta realmente aiutando a spingere il corpo in avanti? E’ evidente che se il movimento viene effettuato correttamente la propulsione sarà molto più efficace, e si ridurrà l’effetto up-and-down. Altra cosa da tenere in considerazione è la posizione della testa: generalmente muovere la testa continuamente verso l’alto e verso il basso non fa che accentuare il sali-scendi.

CRAWL

Quanti si sono accorti di muoversi più velocemente con il pull piuttosto che senza? La cosa può essere spiegata per molte ragioni, a partire dalla posizione del corpo, e in particolare la posizione dei fianchi. Molte persone per respirare o durante la nuotata sollevano la testa: questo determina un affondamento dei fianchi, che a loro volta faranno effetto zavorra e ridurranno la propulsione. Chi nuota con i fianchi affondati si accorge del rallentamento, e spesso fa l’errore di ridurre la causa di ciò esclusivamente ad una scarsa efficacia della gambata: incrementando la frequenza e la potenza della battuta di gambe un po’ si risolve in effetti. Tuttavia, se nuotando col pull si ha la sensazione di andare più veloci rispetto a quando si nuota senza, probabilmente è perché il pull in quel momento vi sta sollevando i fianchi. Sarà necessario lavorare al fine di affinare la posizione del corpo ed evitare il sollevamento della testa: anche lavorando sulla gambata, ma non solo.

I lavori col pull buoy dovrebbero essere organizzati in ripetizioni da almeno 100 metri, in modo da testare il proprio corpo anche con un po’ di stanchezza, in modo da evidenziare le carenze.

Suggeriamo anche l’utilizzo dei paddle in abbinamento al pull: aiutano nella posizione delle mani e riescono a caricare sulle articolazioni. Magari non partite subito con palette grandi, meglio sempre iniziare con resistenze più piccole.

Se si nuoterà costantemente e con attenzione, queste piccole correzioni alle nuotate finiranno per diventare un’abitudine.

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Categorie: Blog

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