L’educazione dello sport

L’importante non è vincere, ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria, ma la certezza di essersi battuti bene.
Pierre De Coubertin

Alla base dello sport stanno i concetti di spazio e tempo.
Cartesio considerava l’estensione (intesa come quantità di materia e lo spazio che essa occupa) e il movimento, gli elementi costitutivi della natura dei corpi.
Kant considerava spazio e tempo come “forme a priori” della conoscenza sensibile.
Estensione e movimento (spazio e tempo) sono concetti racchiusi nella natura stessa dell’uomo, e perciò lo sport, il quale si basa su questi concetti universali, può essere compreso e praticato da tutti.
Lo sport, inoltre, mette al centro l’uomo, che diventa misura, in quanto è lui stesso a stabilire le barriere da abbattere: gli uomini si sfidano per verificare chi sia il più bravo.

Nell’Antica Grecia, l’educazione fisica e l’educazione intellettuale andavano di pari passo.
L’educazione del corpo e le gare erano incoraggiate, non solo poiché si mirava a rendere i giovani forti per la guerra, ma anche per far sì che acquisissero coraggio e la capacità di affrontare le difficoltà della vita.
Per questo motivo la forza del corpo era importante tanto quanto la forza dello spirito.
Anche il grande filosofo Platone aveva cura dell’educazione del corpo, infatti praticava il pancrazio, una sorta di lotta e pugilato assieme. Fu il suo maestro di ginnastica a dargli il nome “Platone”, da “πλατύς”: “dalle spalle larghe”.

Mediante lo sport si possono coltivare virtù e valori, utili non solo in sede di gara, ma anche nella vita di tutti i giorni.

  • DISCIPLINA: conoscere se stessi, sviluppando auto consapevolezza, del proprio corpo, dei propri limiti. Assumere una certa costanza negli allenamenti, fa sì che l’atleta la trasferisca anche nella sua quotidianità, come nello studio e nel lavoro.
    Condurre una vita regolare, evitare gli eccessi, ottimizzare il tempo.
  • IMPEGNO: perseverare per raggiungere; rimanere focalizzati su un obiettivo. Al giorno d’oggi c’è la tendenza a voler cancellare quasi totalmente lo “sforzo”; essere un atleta, invece, lo accoglie appieno.
  • SALUTE E BENESSERE: essere attenti a se stessi e alle condizioni in cui si vive
  • COLLABORAZIONE E FIDUCIA: collaborare con il proprio allenatore e con la squadra è di fondamentale importanza.
  • AMICIZIA: tra compagni di squadra, con cui si condivide la stessa passione, ma anche tra rivali, che danno nuovi stimoli.
  • DARE IMPORTANZA AI DETTAGLI: un atleta sa quanto possano essere importanti i dettagli, un decimo di secondo, una bracciata un po’ più ampia, una partenza più veloce.
  • SAPER VINCERE E SAPER PERDERE: non sempre le gare e le partite danno un esito positivo; bisogna avere la maturità di analizzare e capire gli errori e impegnarsi per riscattarsi la volta successiva
  • RISPETTO DELLE REGOLE: questo è probabilmente uno degli aspetti più positivi dello sport; tutti sottostanno alle medesime regole.

Il vero sportivo sa di essere all’interno di un processo che non può mai essere considerato definitivo e concluso. Uno sportivo è completo solo se sa continuare ad evolversi. Tutto ciò comporta anche un ulteriore miglioramento, quello morale.
Per questo motivo lo sport è consigliato sin da piccoli, non è solo una mera attività fisica, ma anche una scuola di vita.

Mens sana in corpore sano
  Giovenale

Categorie: Blog

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