I limiti della tecnica nel nuoto giovanile

No, non siamo impazziti. Vogliamo davvero parlare dei limiti della tecnica di nuoto nei bambini.

Durante il corso da allenatore mi è stato illustrato uno studio scientifico che descriveva come i lavori sulla tecnica di nuotata, rispetto ai lavori metabolici, garantissero miglioramenti maggiori nei tempi di gara di un gruppo di giovani nuotatori. E la cosa bella è che i miglioramenti venivano garantiti sia nelle gare brevi che nelle lunghe. Da un punto di vista scientifico è dunque dimostrato che lavorare sulla tecnica, specie con nuotatori giovani, non solo è una cosa importante ma è anche qualcosa che da grossi risultati.

Non ci azzarderemo mai a confutare la scienza con chiacchiere inconsistenti. Siamo d’accordo che allenare la tecnica sia essenziale, ma rimaniamo fermi nel voler considerare il fatto che essa abbia dei limiti. Il principale limite, molto spesso, deriva dai Tecnici.

Molti colleghi insegnano ai propri giovani e malleabili atleti una tecnica limitata e rigida. Spesso infatti insegnano tecniche che hanno imparato loro nel proprio passato da nuotatori, o altre volte si limitano a insegnare quelle poche nozioni che imparano ai corsi da istruttore, e le somministrano rigidamente come un numero limitato di movimenti. Il risultato è che il bambino avrà un limitato bagaglio motorio: magari nuoterà anche un buon stile libero o un buon dorso, ma lo nuoterà rigido senza mai cambiare. Questo bambino divenuto adolescente nuoterà sempre in quel modo rigido, e a quel punto NON RIUSCIRA’ più a cambiare, a scoprire nuove tecniche e diverse alternative che SICURAMENTE possono risultare utili in gara. Stiamo parlando di cambi di passo, coordinare una bracciata veloce con un colpo di gambe più lento o viceversa a seconda delle esigenze di gara, riuscire a gestire un inconveniente: avendo a disposizione un bagaglio motorio limitato sarà difficile poi riuscire a gestire tutte queste cose.

Naturalmente poi un atleta non può conoscere un solo tipo di modo di nuotare, così come non può conoscere un solo tipo di virata o di tuffo. Perché è evidente che una nuotata a stile libero in un 1500m è estremamente differente da una nuotata a stile in un 50m, per non parlare delle differenze tra un 50 rana, un 100 rana e un 200 rana. Suggerisco di andare a controllare gli ultimi vincitori delle Olimpiadi di Rio 2016 o dei Mondiali di Budapest dello scorso anno: nella stessa manifestazione non troverete uno stesso atleta in più di un podio nelle gare a rana. Eppure stiamo parlando sempre dello stesso stile di nuotata, un atleta forte a rana dovrebbe cavarsela sia in un 100 che in un 200, o  in un 50 e un 100. E invece il 99% delle volte non è così, e questo dovrebbe invitare a riflettere.

Questo concetto non viene insegnato ai corsi da istruttore e disgraziatamente non è conosciuto se non dagli allenatori e da chi studia e si interessa davvero di nuoto. Ma è un concetto di estrema importanza soprattutto se rapportato al fatto che un bambino non può dare alcun segnale in merito a una sua maggiore attitudine alle gare lunghe o alle gare corte, così come non può dare segnali di maggiori abilità in uno stile o in un altro. Certo, io posso anche avere una bambina con le spalle larghe, forte e che mi fa una farfalla da sogno da Esordiente B, ma chi mi dice che questa bambina crescendo non diventi una ranista perfetta? Posso escludere questa eventualità con assoluta certezza? Certo che no! Non possiamo sapere come la pubertà e lo sviluppo interverranno su un giovane atleta: possiamo al limite supporre qualcosina guardando i genitori se sono alti o se hanno un passato da atleti, e derivare che possano crescere come loro . Ma di sicuro non possiamo azzardarci a dire che se da bambina è forte a farfalla, da grande continuerà a primeggiare sempre e solo nello stesso stile.

Per questo risulta di immensa, enorme, incommensurabile importanza formare atleti con il più vasto bagaglio motorio. E questo lo si può fare insegnando prevalentemente la tecnica: ma non una tecnica di nuoto rigida, bensì una tecnica rapportata sempre ad un contesto MULTILATERALE.

 

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© Pixabay.com

 

Categorie: Blog

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